Valentina Romagnoletti, volontaria in Tanzania nel 2011
mercoledì 30 maggio 2012
25 Maggio - African Day: Una vita semplice
25 Maggio - African Day: L'Africa è amore, l'Africa è donna.
Serena Morelli, volontaria in Tanzania
25 Maggio - African Day: Etiopia… la terra dei bambini.
Sono la stretta di mano rispettosa, con il braccio destro teso e la mano sinistra che tocca il gomito destro che ci accoglie ogni mattina mentre camminiamo verso l’ufficio e la voce che allegra urla ”ferenjii” che con il pensiero ed il cuore incontriamo nei nostri progetti e che rendono luminosa la nostra permanenza in questa terra.
Valentina Palumbo - Rappresentante Paese in Etiopia
25 Maggio - Afrcan Day: A scuola di riciclo con i bambini della porta accanto
L’Africa è creatività e innovazione, anche se questo termine sembra contrastare con l’immagine di arretratezza e bisogno a cui i soliti articoli, reportage e cronache ci hanno abituato.
E così si rimane stupiti dalle tante idee, capacità ed espedienti che le persone possono elaborare con pochi mezzi e a volte scarse conoscenze scientifiche, ampiamente sostituite dall’esperienza. Persone e menti non “inquinate” dalla presunzione che le soluzioni sia già bell’è pronte e solo da acquistare!
Rosanna Colella, volontari in Tanzania
25 Maggio - African Day: Voiceless voice
Il ruolo della donna in Etiopia è legato strettamente alla gestione quotidiana della famiglia e dell’abitazione e la sua condizione di inferiorità ha toni drammatici. Uno degli impegni giornalieri consiste nel approvvigionamento di legna da ardere o di acqua per l’uso domestico. Tale attività oltre, ad essere assai gravosa fisicamente, ha anche un effetto discriminatorio per le ragazze in relazione all’accesso all’istruzione.
CVM svolge da anni attività rivolte esclusivamente alle donne, attraverso ad esempio concessioni di microcredito e relativa formazione in ambito economico. L’obiettivo è quello di dare voce a queste voci purtroppo silenziose.
Antonella Grasso, Amministratrice in Etiopia
giovedì 24 maggio 2012
Una strada da fare assieme…
In Etiopia il numero di bambini di strada cresce di anno in anno. Quando le famiglie non sono in grado di supportarli negli studi o semplicemente di sfamarli, quando i genitori muoiono, quando sono sottoposti a violenze domestiche, la strada diventa il loro porto di approdo, la loro casa. Nella migliore delle ipotesi se la cavano facendo piccoli lavori come pulisciscarpe, vendendo merci, trasportando valigie. Nella peggiore entrano nella morsa della droga e dell’alcool; sono costretti a crescere troppo in fretta passando per ogni sorta di abusi e sfruttamenti. La scuola diventa un sogno, il gioco un’illusione.
Nei primi 4 mesi del 2012 il CVM ha identificato 66 bambini nella sola zona di South Gondar ed altrettante persone appartenenti alle loro famiglie o alle loro comunità di origine aventi le caratteristiche per farli crescere in un ambiente migliore. Le famiglie sono state appositamente formate e hanno ricevuto un sopporto economico per avviare delle attività capaci di supportare i bambini loro affidati. Grazie a questo intervento i bambini torneranno a scuola e ad avere un futuro più luminoso.
Valentina Palumbo, Rappresentante Paese Etiopia
mercoledì 23 maggio 2012
Saa-ndani: gli incontri cambiano la storia
9 giorni di field, 9 giorni di lavoro sul campo, 9 giorni immersa nella natura incontaminata, 9 giorni senza tecnologia, senza elettricità né acqua..
E riscopri quei rumori che avevi da tempo dimenticato, il significato dell'ascoltare, dell'attesa, del riposo, della lettura, della vista, ma soprattutto della fantasia.. Mille pensieri ti passano nella testa mentre stai ore ed ore seduta ad ascoltare senza riuscire a capire molto. La mia mente fa mille voli per atterrare ogni volta in nuovi luoghi.. e si stupisce... si stupisce per i colori, i vivaci colori che qui ricoprono anche le donne più povere avvolte nei loro kanga e kitenge e mi fanno sentire ogni volta così vestita male e diversa..
Si stupisce perché ritrova ad ogni angolo, a Saadani come a Bagamoyo, pescatori che di sera aggiustano le loro reti per essere pronti per il giorno successivo... immagine che riporta inevitabilmente la mia mente al mio lido natio..
Si stupisce quando la mattina andando a lavoro con il daladala incontra gazzelle, zebre e leoni e pensa che qui in Africa tutto può ancora succedere... nel bene e nel male.. E ti senti piccolo di fronte a questa natura, al cielo sconfinato, alle luci rosse del tramonto mentre la sera torni a casa dall'ufficio, o alle luci dell'alba mentre la mattina vai a prendere il tuo autobus.. di fronte a questo disegno divino che qui mantiene ancora i suoi tratti originari.. ed appare nella sua magnificenza, grandezza e perfezione.
Ma scopri anche il tuo esser bianca, piano piano ne prendi consapevolezza, ed a volte ci sbatti contro, ti senti continuamente una voce nella mente che ripete la parola "mzungu" (europeo e per antonomasia bianco). E ti poni mille domande, su te stessa, sulla tua vita, sul tuo essere occidentale, sul tuo essere volontaria e cooperante, sulle relazioni che instaurerai in questi dodici mesi…
Quale senso assumerà questa esperienza? E non tanto per me, ma quale senso avrà per le persone che ogni giorno incontro ed incontrerò lungo il mio cammino?
L’esistenza delle persone, dei luoghi, è fatta di incontri, di incontri che cambiano la vita.. e chi può definire la bontà e la necessità di questi incontri? Proprio il nome Saadani, nei racconti dei suoi abitanti, è frutto dell’antico turismo e commercio, persone che andando ad una continua ricerca del tempo, si ritrovarono ad identificare il villaggio con l’orologio che si vi trovava al centro… clock – inside… E così… benvenuti a SAA-DANI!!
Serena Morelli, volontaria in Tanzania
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